Al capolinea questa sinistra ipocrita e così poco di sinistra

Al capolinea questa sinistra ipocrita e così poco di sinistra
di Pasquale De Cristofaro

capolinea_zoomRecentemente un sindaco del PD è stato accusato di razzismo dai suoi stessi compagni per una sua espressione infelice nei confronti dei comportamenti poco civili verso il “bene pubblico” di alcuni extra-comunitari. Lui, si è difeso dicendo che il suo partito è ormai da troppo tempo ostaggio di un pensiero “buonista”, del politicamente corretto, pronto a giustificare ogni cosa e di essere, nei confronti di certi temi che risultano scottanti sotto il profilo sociale, sempre dalla parte dei più deboli anche se hanno palesemente torto. Questo atteggiamento nasconderebbe un’ipocrita accettazione di cose che, invece, sarebbero da biasimare e basta. Il sindaco in questione mette il dito nella piaga. In realtà come sempre, le cose sono un po’ più complesse. È, infatti, sacrosanto da parte di un partito che vuole rappresentare i ceti più deboli, essere verso certi temi di politica sociale più sensibile di altre forze politiche; ma, allo stesso tempo, non si può che essere d’accordo col sindaco quando asserisce che l’inclusione di persone di altre culture debba avvenire nel rispetto reciproco, pena l’inasprirsi di atteggiamenti e odi razziali; vedi, al riguardo, i volgarissimi atteggiamenti leghisti. Credo che spesso la sinistra italiana, così poco di sinistra su tante cose di politica interna e così vicina ai potentati economici e finanziari del Paese, abbia come un senso di colpa e rivendichi in modo un po’ troppo enfatico per sé il ruolo di difensore degli emarginati, degli ultimi. Rivendicazione che suona falsa, però. Più ideologica che di sostanza. Posso sbagliarmi, per carità; ma, questi ultimi anni mi hanno purtroppo consolidato in questa perfida idea.

redazioneIconfronti

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