Bello e intrigante Internet, ma stiamo attenti alle “bufale”

Bello e intrigante Internet, ma stiamo attenti alle “bufale”
di Diogene

internet-1024x1024Internet è bello; è una vera finestra sul mondo. Ti affacci, c’è di tutto. Quelli della mia generazione hanno avuto sempre poca dimestichezza con il computer e con la tecnologia imperante. Sono stato fra questi; ho avuto difficoltà ad abbandonare la mia vecchia e fedele “lettera 32” della Olivetti, ma ce l’ho fatta perché per camminare al passo dei tempi c’è bisogno di non farsi prendere dalla malinconia delle cose passate.
Bello e intrigante internet. Trovi notizie inedite, ti imbatti in informazioni spesso trascurate, o nascoste – è lecito avere dubbi – dalla stampa tradizionale. Su internet, ci si sente protagonisti in prima persona, a differenza del ruolo passivo recitato nella lettura di un prodotto cartaceo; sei protagonista e non spettatore; puoi intervenire in dibattiti, puoi interagire, puoi soprattutto dire la tua su un argomento che ti interessa.
Bello, quindi, internet; bello, coinvolgente, intrigante ma anche da prendere con le molle.
È vero che molte volte si viene a conoscenza di notizie inedite, volutamente e maliziosamente nascoste al grande pubblico; notizie risultate autentiche dopo opportune verifiche. Attenzione però, perché ci sono anche le “bufale”, vale a dire notizie inventate di sana pianta da chi sul web vuole marciarci, spesso per motivi tutti da chiarire ed appurare.
La differenza fra la stampa tradizionale e quella che viaggia su internet è presto detta. Chi scrive sui giornali è ben individuabile: di solito ha un nome e cognome e, in mancanza, c’è un direttore responsabile che si assume tutte le conseguenze in caso di diffusione di notizie errate o diffamatorie. Sul web, invece, tutti possono dire la loro. C’è chi dibatte seriamente su un problema, con cognizione di causa; ma c’è anche chi le spara grosse facendo colpo mediaticamente su una parte di uditorio che ce l’ha con il mondo intero e che accoglie a braccia aperte, senza avere alcun riscontro, notizie presentate come clamorose.
È di ieri l’altro, tanto per essere nel tema, la notizia buttata lì senza pudore da tale Radio Informazione Libera su Facebook in tema di conclave. “Secondo i patti Lateranensi – dice R.I.L. – i costi dell’elezione del nuovo Pontefice sono completamente a carico dello Stato italiano, ma tutto questo le Tv nazionali non lo dicono. Si stima che fra costi di organizzazione dell’ordine pubblico, danni all’indotto economico di Roma e costi per spazi televisivi costerà otto miliardi di euro, tutti a carico dello Stato.”
Andiamoci piano con questo tipo di notizie. Intanto è grave che una notizia del genere, non verificata, provenga da una fonte di informazione e non da un anonimo. Otto miliardi di euro rappresentano una cifra esorbitante, inimmaginabile da spendere per un conclave; una cifra che – tra l’altro – è il doppio dell’IMU pagato quest’anno per la prima casa. Più grave ancora è che nell’occasione – senza alcuna preventiva verifica – si sia tirato in ballo un articolo che nei citati Patti Lateranensi non esiste.
Bello, internet: coinvolgente, intrigante, ma anche – in più di una occasione – ingannevole e deviante.
Diciamole le cose che vanno dette; diamo fiato alla satira che ci fa vedere uomini e cose in uno specchio deformante; calchiamo pure la mano, quando serve, in nome di una sacrosanta partecipazione popolare.
Ma per prima cosa cerchiamo di essere seri. Sempre.

redazioneIconfronti

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