Gigli / Il sindaco cerca di salvarsi con la fondazione

Gigli / Il sindaco cerca di salvarsi con la fondazione
di Mario Amelia


Politica nolana travolta – e stravolta – dall’orgiastica rissa della festa dei Gigli di lunedì mattina. Con feriti (finiti all’ospedale) e vittime politiche (ancora) inconsapevoli di se stessi, come il sindaco di Nola Geremia Biancardi. Il primo cittadino oggi ha portato a casa l’approvazione, in un infuocato consiglio comunale, dello statuto della neo fondazione dei Gigli, che però vede il suo ruolo molto ridimensionato. Da futuro presidente, norma cancellata da un emendamento, adesso nomina solo 3 componenti del Cda. L’opposizione, al momento del voto, ha disertato l’aula. In un primo momento la rissa scoppiata all’ombra dei Gigli ha fatto saltare l’ordine del giorno: c’è stato uno scontro acceso su quanto accaduto, il primo cittadino Geremia Biancardi è stato oggetto di polemiche feroci sul mantenimento dell’ordine pubblico e sul mancato rispetto della sua ordinanza relativa al divieto di vendita di bottiglie di vetro. Alla richiesta di dimissioni il sindaco ha reagito così: “Non mi dimetto. Non sento la responsabilità di quanto accaduto. Il prossimo anno le cene del venerdì saranno vietate del tutto. Anche quelle sotto i Gigli. Quest’anno dei ragazzi adolescenti hanno rischiato la vita”. Un altro annuncio importante dal sindaco Biancardi è arrivato in merito alle voci di sospensione della festa per il prossimo anno, supposizioni che nelle ore successive alla rissa hanno preso il sopravvento in città: “È stato un episodio gravissimo, ma ci è andata bene. Nonostante il 90% dei nolani vorrebbe la sospensione della festa, l’anno prossimo ci sarà. Bisogna pensare a 360 gradi: queste persone che oggi protestano sono le stesse che fra 5 mesi la rivorrebbero. Ciò non toglie che se dovesse succedere ancora qualcosa di grave la festa sarà sospesa”. Nessuna comunicazione invece sulla decisione di sospendere le “paranze”.
Tra gli interventi contro il primo cittadino c’è da segnalare quello del consigliere comunale  Franco Ambrosio (di una lista civica del centrodestra) che ha insistito: “Non voglio strumentalizzare questa situazione, ma credo che dopo quanto accaduto ho il dovere di sottolineare che la politica è immischiata da tempo nella Festa dei Gigli. Con la Fondazione si dovrebbe dividere la politica dalla Festa ma credo che non si stia andando in questa direzione”. Ha chiesto ufficialmente le dimissioni del primo cittadino, invece, il consigliere comunale Raffaele Giannini: “Chiedo al sindaco Geremia Biancardi di presentare le sue dimissioni che verranno valutate nel giro di 20 giorni, tempo utile anche per riflettere su quanto accaduto. Urge una riflessione sulle scene di vera e propria guerriglia urbana viste l’altra mattina. Per quanto riguarda la Fondazione penso che inizialmente si era incanalata su binari giusti, ovvero quello di scogliere la politica dalla Festa, ma credo anche che nel corso del tempo si sia andati nella direzione opposta”. E’ intervenuto nuovamente il consigliere comunale di Città Viva, Gianluca Napolitano che sin dalle prime ore dopo la rissa aveva chiesto le dimissioni del sindaco: “Quello che è accaduto è stata una cosa gravissima che ha sottolineato la degenerazione che sta colpendo la Festa da anni. Penso che bisogna chiedere scusa a tutti i cittadini di Nola e ai numerosi turisti accorsi nella città dei Gigli. Scoperchia la pentola, invece, il consigliere comunale del Pd Salvatore Maffettone: “Non sono le Paranze che hanno bisogno dei consiglieri per poter trasportare i Gigli, ma sono i consiglieri comunali che hanno bisogno delle paranze per essere eletti”. Una situazione denunciata, nel corso del Consiglio, anche da altri consiglieri che hanno sottolineato più volte il conflitto di interessi che si viene a creare tra la politica e la Festa dei Gigli.
Biancardi ha replicato difendendo la festa dei Gigli e rilanciando accuse ben precise contro i “presunti” avvolti che speculano sulla festa: “La camorra non esiste nella Festa dei Gigli, e non sono io a dirlo ma sono le persone che operano nel campo dell’antimafia. A chiarire questa cosa è stato sia il Procuratore Mancuso che ha ribadito che i clan non c’entrano nella Festa così come è stato confermato dalla Procura di Nola e dalla Dda di Napoli”. Sbottando poi: “Io non posso accettare due cose, che rappresentano due facce di una stessa medaglia: una sono i violenti che hanno dato vita ai gravi fatti di violenza e due sono gli avvoltoi che infangano la Festa senza conoscere i fatti. La città di Nola deve condannare sia gli uni che gli altri”.
Candidatura Unesco. Un timore adesso serpeggia a Nola: e se la rissa durante la Festa dei Gigli facesse saltare il banco della candidatura Unesco? Si perché Nola con la Varia di Palmi, i Candelieri di Sassari e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo ha aderito con i suoi Gigli alla “Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane” ed è in lizza per concorrere al riconoscimento nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità sancito dall’Unesco. Le città fanno parte del protocollo di intesa siglato nel 2006  tra i Comuni custodi di antiche feste in cui sono presenti macchine di legno portate a spalla. Il verdetto è atteso per il 2013. La preoccupazione di una eventuale esclusione dalla lista non è infondata perché dopo gli incresciosi episodi accaduto questa mattina all’alba potrebbero cadere gli stessi requisiti necessari per la candidatura, tra cui quello di rappresentare un capolavoro del genio creativo umano, esercitare un’influenza notevole per un determinato periodo storico o in campo culturale, testimoniare una rara tradizione di una cultura o di una civiltà, insomma, un insieme di valori necessari per preservare il patrimonio culturale mondiale. Il biglietto da visita, dopo tutte le questioni legate alle infiltrazioni camorristiche e, oggi, alla mega rissa scatenata tra paranze, non è dei migliori. Se a questo aggiungiamo che le botteghe artigiane nolane, depositarie della tradizione nella costruzione dei Gigli, vivono un momento di profonda crisi, così come il mai nato Museo della cartapesta e una Fondazione in cantiere da quasi due anni mai decollata, la “frittata” in salsa Unesco potrebbe essere fatta. Insomma, serviva un rilancio (e un po’ di legalità) alla Festa dei Gigli. Che spera domani nell’Unesco ma è intenta a risolvere i (gravi) problemi di oggi.
Il sindaco Geremia Biancardi prova a ridimensionare l’accaduto: “Ha fatto tutto il panico – interviene mentre è ancora a colloquio con il Commissario di polizia -. Anche io alle 5 del mattino, quando mi hanno avvertito, mi sono preoccupato, ma non c’è stata rissa. C’è stata una discussione, come sempre accade quando c’è stanchezza, e poi la gente ha cominciato a scappare. Nel fuggi fuggi generale delle persone sono scivolate, una decina sono contusi. Ma posso assicurare che non ci sono stati spari. Si è udito il suono di una bottiglia frantumata e quindi si è pensato ad uno sparo. Per preoccupazione, nell’immediato, la polizia ha accompagnato le persone coinvolte a Piazza D’Armi, ma non parlerei di scorta, come non parleri di rissa. È stato il panico a fare tutto”. “Personalmente – conclude il primo cittadino – sono scioccato dall’accaduto. Questo episodio certamente ci farà tenere più alta la guardia, soprattutto sul piano dell’organizzazione e della sicurezza. Cominceremo subito da settembre con un progetto specifico, devo però dire che questo episodio accade proprio in un momento particolare per noi, quando abbiamo avviato un percorso ben specifico”.
Laconico, invece, il commento di Don Aniello Manganiello su quanto accaduto: “L’allarme che io ho lanciato deriva dalla presa d’atto di alcuni fenomeni legati a questa festa che non avevano e non hanno nulla di religioso e di civile ma sono manifestazioni riconducibili ad una sottocultura della prepotenza che è tipica delle modalità di vita di alcuni gruppi criminali. Questa analisi, che si sono rifiutati di fare in profondità sia i sociologi, sia la stessa gerarchia ecclesiastica, andava fatta per riconsegnare la festa alla religiosità e alla fede. Si è preferito invece dare addosso a chi indicava un pericolo e cercava di scongiurarne gli effetti devastanti. Purtroppo, e lo dico davvero molto dispiaciuto, avevamo visto bene e abbiamo avuto ragione, ma avremmo  volentieri voluto avere torto”.
Il movimento Città Viva denuncia e racconta una versione diversa rispetto a quanto detto dal sindaco: “Siamo ad un punto di non ritorno per la Festa – sottolinea Gianluca Napolitano, capogruppo consiliare di Città Viva – mai avremmo pensato di vedere centinaia di persone prese di mira da lanci di vetro e legno, costrette a scappare lungo le strette vie del centro storico alla ricerca di riparo. Abbiamo visto donne, uomini, ragazzi in lacrime – ricorda Napolitano – abbandonati alla mercè di folli che hanno scatenato una guerriglia durante lo svolgimento di una grande festa popolare. Sembrava di assistere a scene apocalittiche, mentre dilagava la paura di spedizioni punitive e in tanti si liberavano frettolosamente della maglietta della paranza o del proprio comitato per gettarla tra i rifiuti, genitori disperati che cercavano i figli dispersi, fiumi di persone che scappavano da un lato all’altro e battevano le mani contro i portoni della abitazioni e le vetrine dei negozi per trovare salvezza, mentre anziani e giovanissimi venivano travolti dalla calca e rovinavano miseramente a terra. Probabilmente solo la protezione di San Paolino ha evitato che ci scappasse il morto. Siamo di fronte all’ennesima prova della degenerazione che la Festa dei Gigli vive da anni e che l’amministrazione comunale rifiuta di ammettere perché incapace di affrontarla. Adesso è il momento di individuare immediatamente tutte le responsabilità, a partire da quelle politiche. Non si può lasciare una Festa di così grande rilievo senza alcuna forma di coordinamento né tutela della sicurezza pubblica. Mi sono precipitato verso Piazza Duomo, dove credevo di trovare una unità di crisi comunale che affrontasse l’emergenza e decidesse il da farsi, ma non c’era traccia né del sindaco né dei suoi collaboratori né della giunta né del comandante della polizia municipale. Nessuna scelta è stata presa dall’amministrazione comunale in quelle ore febbrili e la Festa si è di fatto auto-sospesa, mettendo fine ad una edizione vergognosa che è solo da cancellare. Solo il buon senso dei Nolani e l’intervento delle forze dell’ordine, dopo oltre un’ora di caos, sono riusciti a placare gli animi e ad evitare nuovi pericoli”.
Sulla vicenda interviene anche il parlamentare dell’Idv Franco Barbato: “Né io né don Aniello Manganiello c’eravamo sbagliati sulla violenza e sulla cammurrìa-illegalità diffusa che strangolano il nolano ed il Mezzogiorno. Propongo subito una reazione di civiltà e di cittadinanza attiva dicendo cosa bisogna fare e soprattutto cosa non bisogna fare più per far ritornare i nostri territori “semplicemente paesi normali”. E lo racconterò ai giornalisti in piazza Duomo a Nola dove il lunedì mattina, come per tradizione, si schierano gli stupendi obelischi di cartapesta, stamani no, perché hanno “inceppato” anche la fantastica festa dei gigli”.

m.amelia

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