Docenti non abilitati con 360 giorni di servizio, la legge già c’è

Docenti non abilitati con 360 giorni di servizio, la legge già c’è
Foto: tg24.sky.it

Neolaureati e docenti con almeno 360 giorni di servizio messi sullo stesso piano. Tutti insieme verso i Tfa, il Tirocinio formativo attivo, corso di durata annuale previsto per ottenere l’abilitazione. E’ proprio il fatto che chi ha già esperienza venisse messo sullo stesso piano di un giovane fresco di laurea che ha mandato su tutte le furie i docenti non abilitati con 360 giorni di servizio. Il Decreto Ministeriale 249/2010, infatti, definisce i criteri per la formazione iniziale dei docenti e pone sullo stesso piano i docenti precari non abilitati, con anni di insegnamento alle spalle, e i neolaureati. Tutti obbligati a un lungo iter per ottenere l’abilitazione: esame iniziale, esami in itinere, tirocinio ed esame finale. Rabbia e delusione imperversa sui volti e sulle tastiere dei docenti che, pur avendo anni di supplenze ed esperienze alle spalle, non hanno potuto godere di alcun privilegio nelle selezioni per l’ammissione ai Tfa.
“A norma di legge – ha scritto Alfredo a I Confronti – noi siamo già abilitati dalla direttiva 36/2005 della Comunità Europea e dall’art. 36 della Costituzione Italiana. La domanda sorge spontanea: perché la legge non viene applicata?”. Ed è proprio questo che si chiedono tutti i docenti precari non abilitati con 360 giorni di servizio.
Le polemiche sulle scelte del Miur e sui test previsti dal Ministero per il Tfa non sembrano destinati a finire.
Dopo i molteplici errori rinvenuti nei test di ammissione ai corsi, che hanno costretto il ministro Profumo alla nomina di una commissione per decidere sugli errori e per indicare nuove liste di ammessi, tutte le domande ambigue o errate sono state considerate comunque corrette. Risultato? Per alcune classi di concorso il numero degli ammessi è aumentato in maniera esponenziale. Con non poca rabbia di chi aveva chiuso i libri e si era tuffato in vacanza certo di avere la strada spianata verso l’ammissione. Tra l’altro, coloro che avevano superato la prima selezione con le proprie forze già annunciano battaglia al Ministero.
La conclusione a cui sono giunti gli esperti ministeriali, dopo aver letto e analizzato nei dettagli i test, ha del clamoroso: da 18 dei 38 test somministrati sono state individuate dal 10 al 20 per cento di domande mal formulate. Addirittura nelle classi di concorso A035 (Elettrotecnica) e A060 (Scienze naturali) sono state individuate 25 domande mal formulate. A quanto pare, le domande incriminate dagli esperti della commissione nominata da Profumo sarebbero 419 in tutto: il 18,4 % del totale.
Va segnalato, intanto, che un gruppo di esperti ed esponenti del mondo della cultura umanistica italiana è sceso in campo contro le prove del Tfa, scrivendo al Presidente Napolitano una lettera, pubblicata dall’Adnkronos, per chiedere modalità di valutazione consone alla professione di insegnante.

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