È un monito la morte per freddo di Jarek nella “civilissima” Salerno

È un monito la morte per freddo di Jarek nella “civilissima” Salerno
di Alfonso Angrisani
Immagine di repertorio (fotofocus.it)
Immagine di repertorio (fotofocus.it)

La colonnina di mercurio registra temperature in picchiata in tutta Italia. Sui monti che circondano il capoluogo di provincia abbonda la neve, la pioggia paralizza le strade cittadine. Mentre la maggior parte dei salernitani trova riparo nelle proprie case dotate di riscaldamento, in città esistono diverse centinaia di senzatetto che sono costretti a vivere per strada i malanni di un freddo polare. Molti di loro trovano riparo nelle adiacenze della stazione ferroviaria, altri ancora si riparano dal freddo sotto alcuni porticati di Torrione area ex mercato rionale oppure nei pressi dell’ex ostello situato a lungomare Tafuri, cercando di stordire le basse temperature con il sorseggio di bevande alcoliche vendute a prezzi irrisori nei vari supermercati cittadini. Si tratta di cittadini che vivono di elemosina oppure arrangiano con quale lavoretto, molti di loro trovano un pasto caldo alla mensa San Francesco fondata dal salernitano Mario Conte, ubicata nel quartiere Carmine.
Ieri purtroppo è stato un giorno triste per la città di Salerno: nei pressi della Villa del Sole, nel quartiere Petrosino, è venuto a mancare un cittadino comunitario di origine polacca di nome Jarek. Si tratta di un ex militare polacco che, secondo alcune testimonianze, ha combattuto anche in Azerbaigian. In una triste notte di alcuni anni fa aveva perso moglie e figli in un incidente stradale. Successivamente, dopo alcuni problemi di salute, si trasferisce prima in Germania e poi al Nord Italia. Poi ancora, una serie continua di trasferimenti, viene a vivere a Salerno. Dal 2006 passeggiava lungo le strade cittadine tutto il giorno, non arrecava fastidio a nessuno, si arrangiava con qualche lavoretto. Fino a poco tempo fa lavorava al mercato del pesce per 5 euro giornalieri, al limite della schiavitù umana: la maggior parte di questi malcapitati in città vengono sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli per poche decine di euro al giorno. Jarek trovava riparo presso il dormitorio dei Saveriani, i quali in città offrono uno spazio ai cittadini senza fissa dimora nei periodi di forte gelo.
La notizia ha lasciato tutti amareggiati, specialmente la comunità polacca di Salerno che si è stretta attorno al proprio caro Jarek. Ci preme ricordare l’impegno della associazione dell’A.I.P.SA.P di Salerno che, per il tramite del suo rappresentate, la signora Ewa Widak, ha contatto le autorità diplomatiche polacche per espletare il possibile rientro della salma del caro Jarek.
Al nostro Ufficiale gentiluomo eleviamo una umile preghiera e ci stringiamo attorno alla grande comunità polacca della provincia salernitana. Mi auguro che questo episodio sia soltanto l’unico, che sia di monito per i politicanti di Salerno, buoni a predicare la solidarietà soltanto negli slogan elettorali, e aiuti a riflettere ad ognuno di noi in particolare sui rapporti con il nostro prossimo .

redazioneIconfronti

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