È una vergogna, i Tfa hanno penalizzato i migliori

È una vergogna, i Tfa hanno penalizzato i migliori
di Damocle

Alcuni aspiranti docenti le vacanze avevano cominciato a godersele con i “primi” risultati per l’ammissione al tirocinio formativo attivo. C’è chi, invece, se l’è rovinate proprio a ridosso di Ferragosto, andando a controllare i “secondi” risultati, magari mentre era in un tranquillo agriturismo o in riva al mare: potenza e tormento della tecnologia! Ma c’è anche chi ha riso bene da ultimo, ottenendo la promozione col “ripescaggio”. Peccato, però, che questo non sia il concorso di Miss Italia. Ma un criterio, pure molto criticato, per selezionare chi può seguire e chi no il tirocinio per diventare docente abilitato. Per come sono andate le cose – fa notare il nostro lettore Giovanni – i più meritevoli sarebbero stati danneggiati. Proprio in Italia, dove occorrerebbe potenziare il sistema Scuola. “I Tfa, originariamente pensati per selezionare i docenti in base al merito, restituendo loro un po’ di dignità e prestigio – denuncia Giovanni – vengono gestiti con criteri che premiano il profitto economico (dello Stato e delle Università) ma, addirittura, penalizzano gravemente i giovani meritevoli. In questo momento – continua – ci sono giovani (e meno giovani) menti brillanti che avevano superato in prima istanza la prova preselettiva del Tfa ed avevano una speranza di riuscire ad accedere a questo corso di formazione per conseguire l’abilitazione all’insegnamento. Ora, dopo una seconda correzione dei test preselettivi del Tfa, che ha di fatto regalato punteggio ai concorrenti con criteri ignoti e logicamente inspiegabili, si è determinato un “ripescaggio” di concorrenti che avevano conseguito una votazione insufficiente, fino a decuplicare (in alcuni casi) il numero degli ammessi al Tfa. Consentire l’accesso a così tante persone comporta un grave danno per coloro che sono giovani o, comunque, non hanno titoli di servizio: dal momento che il bando del Tfa prevede l’assegnazione del punteggio in base agli anni di servizio, le probabilità che un giovane meritevole senza anzianità di servizio possa accedere al Tfa si sono ora ridotte praticamente a zero!” Forse il nostro lettore esagera, ma se non è proprio zero, certo facile non è. In Italia i docenti al di sotto dei trent’anni sono pochissimi. Si provi a contarli il prossimo primo settembre, nella maggior parte delle scuole basteranno le dita di una sola mano. Questo non vuol dire che i giovani siano tutti precari, perché tra i precari si contano anche molti ultracinquantenni. Insomma, una volta i docenti erano punti di riferimento per gli allievi. Ora sono punti mobili in un sistema scuola, in cui spesso hanno difficoltà a ritrovare sé stessi. Giovanni chiede l’annullamento della seconda correzione. E molti ri-ammessi gli darebbero sicuramente addosso. Ma cosa direbbero, invece, i genitori degli studenti e gli stessi allievi?
(n.t.)

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