Elezioni 21 / I candidati hanno rimosso il dramma dei pensionati

Elezioni 21 / I candidati hanno rimosso il dramma dei pensionati
di Alfonso Angrisani*

angrisannnnnMancano sette giorni per eleggere i nuovi rappresentanti della XVII legislatura della Repubblica Italiana, manifesti elettorali vengono affissi in tutti gli angoli delle strade delle città del Belpaese, la nostra cassetta postale è ingolfata dalle varie lettere e facsimili dei candidati. Questa volta abbiamo contattato telefonicamente diversi pensionati italiani: nel presente articolo non riportiamo la loro intenzione di voto, ma abbiamo deciso di raccogliere le loro istanze.

In Italia i pensionati sono circa 7,5 milioni, il 45,4% percepisce una pensione inferiore ai mille euro al mese, circa 2,4 milioni di questi (ovvero il 14,4%) non superano i 500 euro al mese di pensione; nonostante ciò, con grande dignità, riescono a reggere i pesi di un paese che risulta vicino allo sgretolamento morale ed economico. Iniziamo la nostra conversazione con il signor Antonio da Salerno, il quale ci racconta: “Ho settantaquattro anni, ho lavorato alla fabbrica Marzotto, mio figlio è sposato, ha 40 anni, con moglie e bambino e non lavora, e vive con me. Fino a qualche anno fa, arrotondavo lavorando al mercato di Piazza San Francesco aiutando un fruttivendolo ma le vendite sono crollate ed il mio ex datore di lavoro non può permettersi un aiutante e si è trovato costretto a licenziarmi. Mio figlio prima lavorava come cameriere, dal giovedì alla domenica, ma la crisi ha dimezzato i frequentatori dei ristoranti: questo vorrei dire a qualche amministratore locale che parla di Salerno come città piena di turisti, e questo vale anche per un noto politico Italiano che nel 2011 disse che la crisi non esiste… Rilasciando queste mie considerazioni, vorrei che i prossimi governati pensino veramente ad un serio piano per creare posti di lavoro, magari incoraggiando le aziende ad assumere, oppure creando nuovi progetti nazionali”.

Dopo aver ascoltato il signor Antonio raggiungiamo telefonicamente Mario di Roma : “Sono Mario, vivo alla Garbatella proprio nei pressi di Via Passino vicino al famoso mercato, tanto discusso oggi per i ritardi dell’apertura, sono ex ferroviere,  predo mille euro di pensione, che dire… i prezzi per i generi di prima necessità sono aumentati, mentre quelli della mensa della Camera dei deputati restano irrisori, conosco gente che per dividersi le spese vive in un appartamento in quattro come fanno gli studenti… qui a Roma sono frequenti questi casi, peccato che nessuno ne parli, dai futuri parlamentari voglio   moralità, capacità intellettuale e soprattutto sobrietà… La nostra generazione era abituata a Berlinguer, ad Aldo Moro a  La Malfa  a  Pertini, ad Almirante”  Contattiamo poi a signora Franca di Milano, residente nel popolo quartiere Giambellino che ci racconta : “La nostra pensione non vale più niente, Milano è una città carissima, le bollette sono care, tra poco ci faranno pagare anche l’aria, voglio meno tasse, e se posso dire una cosa vi dico che rimpiango tanto la prima repubblica” . Dopo aver dato ascolto alla voce della Signora Franca  ci parla anche il signor Osvaldo di Foligno: “Io sono ex ciabattino prendo una pensione da artigiano  arrivo a 500,00 euro al mese, mi ricordo politici come De Gasperi ed Einaudi che piano piano costruirono un paese dalle macerie, ora ci sono dei politici che hanno distrutto questo paese facendoci tornare alle macerie, io voglio un vero stato sociale, qui ci sono pensionati che vanno a mangiare alla Caritas, che fanno la fila davanti la chiesa per ritirare pasta, latte, biscotti. Purtroppo paghiamo le ruberie di pochi”.

Concludiamo questa carrellata con la signora Tilde di Fuscaldo, un paese della Calabria situato nei pressi de santuario di San Francesco di Paola, lungo la costa tirrenica: “Io sono maestra in pensione  ringrazio il cielo che ho una casa, ho una pensione media, qui conosco persone della mia età che non hanno i termosifoni a casa, che mangiano la carne una volta a settimana, come può un pensionato vivere con mille euro al mese? Ci sono spese come il fitto di casa, medicinali, vitto, utenze domestiche… La cosa brutta è che molti risparmiano sui medicinali, questo è il terzo mondo… Vorrei che i signori governati possano spoliticizzare la sanità e che riescano ad uniformare gli standard della sanità delle regioni meridionali a quelle delle regioni settentrionali, ma passeranno decenni..”.

Dopo aver esaurito questa carrellata con la storia dei nostri simpatici intervistati, ci auguriamo vivamente che il prossimo legislatore possa dare ascolto alle loro voci… Sono persone ferite ma sane che, nonostante la rabbia e l’indigenza, riescono ad andare avanti, riscuotendo il nostro più vivo plauso.

* Avvocato, presidente Associazione Alec

 

redazioneIconfronti

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