Giusto l’appello di Don Manganiello, se serve fermiamo i Gigli

Giusto l’appello di Don Manganiello, se serve fermiamo i Gigli
di Gianfranco Valiante*

L’appello di don Aniello Manganiello non può cadere nel vuoto: se la Festa dei Gigli di Nola, come dice il parroco, si svolge davvero all’ombra di interessi criminali e di clan camorristici, è necessario che le Istituzioni intervengano. La Commissione regionale anticamorra vorrà approfondire. Se si ravvede la necessità di incidere in qualche modo sulla festa dei Gigli di Nola si faccia sarebbe un’azione fortissima, forse impopolare, ma di certo un segnale di contrasto all’illegalità senza precedenti che servirebbe a lanciare un messaggio di ribellione vera a chi utilizza, strumentalizzandola, finanche la fede. La nostra esperienza non ci fa escludere a priori, per quanto sia difficile da ammettere, che possano esservi concretamente connivenze con la malavita anche in eventi culturali, storici, di innegabile tradizione  in cui la devozione popolare è forte ed ancorata da secoli. Le denunce di don Manganiello, peraltro figlio e conoscitore di quella terra, sono precise, circostanziate, e vanno considerate. Far finta di nulla, in nome di una tradizione millenaria, non significherebbe stare dalla parte di chi intende espellere dal nostro territorio il cancro della camorra, della illegalità, del sottosviluppo, del sopruso: gli interessi criminali si annidano nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione, si nascondono ovunque ed anche in sacche di religiosità popolare dove l’infiltrazione trova facile appiglio. Ringrazio don Aniello e il blog “iConfronti” per il coraggio della denuncia, auspico indagini da parte della magistratura e vera attenzione della politica e delle istituzioni straordinariamente efficaci a dichiarare il proprio impegno per la lotta alle mafie quando sono al microfono o quando siedono ai convegni ma certamente non altrettanto capaci allorquando si tratta di assumere posizioni forti e provvedimenti coerenti. La lotta alla criminalità organizzata deve essere comune e sinergica deve essere strumento di riscatto per il territorio; non sono ammesse su questo tema posizioni di comodo o di mediazione. Ringrazio don Manganiello per aver scosso, spero, qualche coscienza.
 
*Presidente della Commissione regionale Anticamorra

redazioneIconfronti

redazioneIconfronti