Il cardinale Sepe scomunica i killer: pentitevi

Il cardinale Sepe scomunica i killer: pentitevi

Caccia ai killer dell’asilo a Napoli. Le indagini pur se particolarmente complesse continuano a ritmo serrato e i carabinieri stanno cercando di acquisire tutti gli elementi necessari per individuare i due autori dell’omicidio di Luigi Lucenti (foto), il 50enne ammazzato all’ingresso di una scuola di Scampia. I sicari hanno sparato con il volto coperto da una sciarpa e questo rende particolarmente difficile una loro individuazione. Si sa che erano di corporatura normale e che si sono allontanati subito dopo aver ammazzato Lucenti. I carabinieri hanno passato al setaccio la zona ed ascoltato fin dal giorno del delitto tutti gli operatori della scuola. All’esterno dell’istituto non ci sono telecamere e questo non agevola certo la ricostruzione di quanto accaduto. Gli investigatori stanno anche cercando di capire l’esatto ruolo di Lucenti che, spiegano, abitava in un territorio di Scampia “controllato” dalla fazione degli Abbinante che compongono il cartello di clan che si oppone ai cosiddetti “Girati” della Vanella Grassi. In passato, lo stesso Lucenti era stato coinvolti in indagini per estorsione.
Ed oggi sono arrivate dure parole dell’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, rivolte alla folla intervenuta in piazza del Gesù per la festa dell’Immacolata. «E’ inammissibile che per uccidere il nemico e concorrente si vada fin dentro una scuola dove ci sono piccoli innocenti. E’ gente questa senza cuore che vive solo di efferatezza e di malvagità. Come Chiesa e come comunità umana non smetteremo mai di lottare contro questi seminatori di morte che sono senza dignità e senza storia. A loro diciamo: pentitevi, ravvedetevi pensate ai vostri figli e alle vostre mogli quando state per compiere un delitto privando della vita un vostro simile. Dopo il giudizio di condanna di questa società arriverà anche per voi il giudizio di Dio». Sepe si è intrattenuto a parlare del dramma della camorra che negli ultimi giorni ha mietuto diverse vittime. L’arcivescovo di Napoli ha puntato il dito contro gli assassini di Lino Romano un ragazzo per bene ucciso dai sicari per errore. «Inconcepibile – ha detto – che un innocente venga ucciso per un sms o messaggino non arrivato in tempo. E’ inaccettabile il linguaggio di chi spavaldamente e crudelmente dice che quando comincia a sparare non riesce a fermarsi».
Alle istituzioni «soprattutto in tempi come questi spetta il compito di provvedere ai bisogni di una comunità che chiedere di far valere la propria dignità». L’arcivescovo di Napoli ha invocato però «un senso di responsabilità più forte e consapevole da parte di tutti».

m.amelia

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