Il dramma dei docenti non abilitati con 360 giorni di servizio

Il dramma dei docenti non abilitati con 360 giorni di servizio
Foto: scuolainformazione.it

La crisi storica, economica e politica del nostro Paese è palesata da numerose vicende correlate al mondo lavorativo. Talvolta grotteschi episodi strappano amari sorrisi di tolleranza, effetto di un procedere quasi ciarliero nella gestione della filiera statale.
Un ritratto di tali dinamiche sono i docenti non abilitati con servizio delle GI (Graduatorie di Istituto), ovvero i Docenti precari invisibili senza i quali numerose classi a livello nazionale risulterebbero “scoperte” a inizio, e oltre, anno scolastico.
Le condizioni contrattuali sono a tratti miserrime per i suddetti docenti. In via eccezionale stipulano contratti sino al 31 agosto. Molto spesso si tratta di supplenze cosiddette brevi effettuate su malattia o maternità, remunerate dalle scuole che per economizzare interrompono i contratti durante le vacanze natalizie e pasquali. Se rimunerati dalla scuola, inoltre, a parità di responsabilità e attività al cospetto di un docente titolare, il cedolino mensile risulta più “leggero” e in alcuni casi accreditato con vistosi ritardi.
Supplenze brevi, contratti annuali per i più fortunati e paga bassa dunque. Inoltre, è significativo ricordare cosa implica questo status di perenne precarietà: trasferirsi talora “altrove” con un fardello di vicissitudini annesse, a partire dall’affitto di un appartamento, difficile se non impossibile da trovare solo per alcuni mesi, settimane o giorni. Brevi periodi di insegnamento sono inversamente proporzionali alle spese da fronteggiare, poco o nullo il guadagno. Ma cosa spinge a continuare a investire in questa direzione?
Unica la risposta: il desiderio di lavorare.
Tuttavia, l’atteggiamento dello Stato soprattutto in quest’ultimi anni verso la categoria docente in generale e verso i precari di III^ Fascia in particolare, induce i più ad interrogarsi se davvero valga la pena seguitare.
Etichette reiterate quali “Docenti impreparati, incapaci, persone che cercano unicamente un posto sicuro” hanno dapprima indotto ad uno sconforto rassegnato che successivamente è mutato in triste consapevolezza: il tentativo di mortificare la dignità dei lavoratori, ledendone i diritti, altera lo Stato in un patrigno, un soggetto da richiamare ai suoi doveri ed al rispetto della tutela dei cittadini.
I Docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio chiedono quindi un trattamento equo che, dagli anni Settanta sino al 2004, è stato riservato ai colleghi con uguali requisiti. Chiedono quindi l’istituzione di corsi abilitanti speciali per quei Docenti che hanno maturato 360 giorni “cumulativi” di servizio nella scuola statale e paritaria di ogni ordine e grado, senza restrizioni basate sulla tipologia di contratto.
Si chiede altresì che tali percorsi abilitanti siano attuati per ogni classe di concorso, ivi incluse quelle non attivate con i TFA ordinari.
Consapevoli che l’abilitazione all’insegnamento non è sinonimo di garanzia alcuna, è doveroso sottolineare che il sopraindicato titolo potrebbe rivelarsi prezioso per la professione docente al di là dei confini nazionali.
È una possibilità che per oscuri motivi lo Stato nega a coloro i quali hanno fortificato la propria professionalità sul campo, giorno dopo giorno, spesso in scuole unico punto di riferimento per quartieri a rischio, con ragazzi agli antipodi dallo stereotipo dell’alunno modello. Allievi che minacciano i docenti, poiché senza regole e disciplina e che all’interno dell’istituzione scolastica rintracciano dunque un compenso alla loro rabbia e disagio, alle loro criticità. È questo allora l’obiettivo concreto e reale dell’insegnante: avvalendosi del SAPERE, ben lungi dal mero nozionismo, indicare e suggerire che vi sono più strade possibili e percorribili, orientando e virando infine verso la migliore.
Consci del nostro valore professionale e dei nostri diritti umani, continueremo ad impegnarci attivamente per la nostra causa sino a quando il MIUR non ascolterà e accoglierà le nostre istanze.

Gruppo “Docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio”

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