“Quaderni dell’Agro”, memorie di comunità per giovani sfide

“Quaderni dell’Agro”, memorie di comunità per giovani sfide

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È uscito il primo numero del trimestrale Quaderni dell’Agro-documenti e studi sulla valle del Sarno (Edizioni Oèdipus). Si tratta di una impresa severa ed ambiziosa, destinata (è negli auspici) a colmare un vuoto storico e culturale.
Come scrive il direttore, Francesco G. Forte, nell’editoriale, le memorie di ogni data comunità offrono un contributo originale all’educazione dei giovani e allo sviluppo della loro personalità affettiva e civica, nel dispiegamento di effetti conoscitivi (relazione tra uomini e territorio), formativi (costruzione del senso di identità sociale) e metodologici
In questo fascicolo sono presenti un testo critico sulla vita dell’aristocratico nocerino, Giovan Battista Scalfati [che occupa l’intero arco del XVIII. sec.], il cui percorso intellettuale, come scrive Claudia Pingaro, ha il sapore di una traversata conradiana in un mare denso di difficoltà e contraddizioni. Esponente del ceto patrizio, Scalfati, convinto che un nuovo corso politico-istituzionale avesse spianato la via al progresso, approvò le scelte repubblicane nei sei mesi rivoluzionari del 1799. Brani dell’inedita autobiografia dell’astronomo Alfonso Fresa, il cui nome da un cortile di Pucciano in Nocera Superiore arrivò fin sulla Luna – assegnato al cratere Lagrange B –.
Poi, un testo della Hack, che racconta di Fresa e dell’astronomia italiana nella prima metà del XX secolo.

  • Mini dossier su Gabriele Sellitti, con gli accenni alla sua vicenda di artista e intellettuale, presenti in una schietta ed ironica familiare ed in altri brevi scritti, da intendere come nostro per un’opera che vorremmo chiudere sulla consacrazione del poeta, a nostro giudizio, tra i maggiori del Secondo Novecento italiano. Qui, anche un affettuoso e lucido ricordo del critico Angelo Calabrese.
  • Frammenti del diario relativo alla vita trascorsa nell’affollato ricovero Pietraccetta di Nocera Inferiore, nel settembre del ’43, redatto da Serafina Aromolo Furriolo, nata a Catanzaro, ma a Nocera dal 1937 con il marito, preside del Liceo G. B. Vico.
  • Immagini scattate negli anni Settanta a Roccapiemonte (una sacra ricorrenza) e Castel San Giorgio (un rito laico contadino), dal fotografo-artista Enzo Rosamilia, capace di cogliere, come nota Giuseppe Turroni, «da quegli oggetti su cui il nostro occhio spesso si posa con tanta indifferenza, tagli davvero rivelatori».
  • Rilevante e colta nota di Carlo Vassallo su una ricerca etnomusicale condotta tra i braccianti di San Marzano sul Sarno, dal Teatrogruppo di Salerno, sul finire dei Sessanta. La trascrizione di antichi canti è resa ancora più preziosa dai disegni di Gelsomino D’Ambrosio.
Silvia Siniscalchi

Silvia Siniscalchi