Tessere Pdl, Cirielli indagato: “Andrò dai magistrati”

Tessere Pdl, Cirielli indagato: “Andrò dai magistrati”

Venticinquemila tessere del Pdl della provincia di Salerno ritenute false, l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno riguarda in particolare il tesseramento in tre comuni: Nocera Inferiore, Nocera Superiore e Pagani. Iscritto nel registro degli indagati anche il presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli che ha annunciato di aver saputo della sua iscrizione nel registro degli indagati da fonti di stampa, non avendo ancora ricevuto alcun avviso. L’indagine portò nei mesi scorsi proprio all’acquisizione delle 25mila tessere del Popolo delle libertà sottoscritte nel salernitano. Ben 22mila delle quali raccolte dalla corrente vicina al presidente della Provincia Edmondo Cirielli contro le 3mila di Mara Carfagna.
I carabinieri in questi mesi hanno acquisito diversa documentazione negli uffici di Palazzo Sant’Agostino, in particolare in riferimento ad affidamenti ad una cooperativa sociale che potrebbero essere per i magistrati la chiave per decifrare un ben più ampio scambio politico-elettorale. Sotto la lente della Dda sono finiti atti e carteggi anche relativi a lavori di manutenzione stradale ed una fornitura all’ufficio staff del presidente Edmondo Cirielli, affidati alla cooperativa sociale “Ci siamo noi” con sede a Nocera Superiore.
Si tratta di un filone collegabile all’inchiesta “Linea d’ombra” che portò all’arresto del sindaco di Pagani Alberico Gambino, indagine coordinata sempre dal pm della Dda Vincenzo Montemurro. «Apprendo da fonti giornalistiche di un’indagine a mio carico per la vicenda del tesseramento del mio Partito, e mi sembra logico, atteso che ne sono il leader». Lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli. «Non conosco, ovviamente, i contorni della vicenda – aggiunge in una nota Cirielli – ma so per certo che ho sempre rispettato la legge, per cui chiederò di andare dai magistrati per chiarire qualsiasi eventuale dubbio che potrebbero nutrire sul mio operato».
«D’altro canto, la mia posizione sulla giustizia non cambia di certo: sono garantista ma rispetto la Magistratura e ho fiducia nella sua azione complessiva. Non credo a teorie complottiste e sono convinto che ci si debba difendere nei processi e non dai processi».

m.amelia

m.amelia