Petizione popolare per ragazze madri e donne in difficoltà

Petizione popolare per ragazze madri e donne in difficoltà
Angrisani e Manganiello
Angrisani e Manganiello

Una petizione popolare per le donne in difficoltà. L’idea è dell’Associazione Ultimi, fondata da don Aniello Manganiello e presieduta da Andrea Manzi, dell’Associazione Lavoratori Extracomunitari e Comunitari presieduta dal legale salernitano Alfonso Angrisani, dell’Associazione Onlus As Mu do. Pace e giustizia Onlus presieduta dall’artista italo argentina Galdys Mabel Cantelmi, di un gruppo amici italo polacchi di Capaccio presieduto dalla mediatrice culturale polacca Anna Kotecha e dellla Fna Zonale Roma est presieduta da Marina Giamboni.
La petizione popolare riguarderà molte città italiane e avrà ad oggetto proposte di intervento per tutte le donne che vivono in Italia in condizioni di disagio. Da diversi decenni molte donne in Italia sono abbandonate a loro stesse, sono costrette a vivere in condizioni di disagio economico anche con meno di cinquecento euro al mese; è il popolo delle donne separate, costrette a tirare avanti con un assegno di mantenimento. Sono persone che devono sostenere molteplici spese dal vestiario al vitto alle spese scolastiche, parliamo delle ragazze madri che percepiscono un assegno assistenziale a cadenza annuale che ammonta a circa 900 euro oppure delle vedove che percepiscono il sessanta per cento della pensione e/o stipendio del loro coniuge. Sono tante le persone che vivono queste situazioni in tutte le regioni d’Italia. Da questa situazione di degrado è nata l’esigenza da parte di proporre una petizione ai sensi dell’art. 50 della Costituzione. Il testo della petizione verterà su tre punti: il primo relativo Realizzazione di Fondo di garanzia, dove si chiede l’erogazione di prestiti di somme di denaro a tasso zero per un importo di complessivo di euro 2500,00 per il sostentamento di spese scolastiche, spese sanitarie, spese di trasporto pubblico, spese di utenza elettrica e telefonica, acquisto di generi di prima necessità e indumenti personali, per i nuclei di famiglia composti da un solo genitore con prole a carico senza mezzi di sostentamento economico, per le donne che abbiano quale unica forma di sostentamento la pensione di reversibilità, oppure di invalidità civile oppure di inabilità con un reddito annuo pari ai 9000,00 le quali non risultano titolari di diritti reali su beni immobili ne titolari di beni mobili per un importo maggiore ad euro 1000,00.
Il secondo punto riguarderà l’inserimento delle donne nubili con prole a carico, donne separate legalmente, vedove disoccupate o percettrici di pensioni di reversibilità pari ad euro 800,00 mensili, nell’elenco delle categorie protette (legge 68/1999).
Il terzo elemento concernerà la realizzazione di un progetto nazionale che aiuti le categorie sociali già indicate all’inserimento lavorativo sia attraverso work-experience sia mediante la promozione di cooperative costituite da donne.
Nel nostro sistema, il comma secondo dell’articolo terzo della costituzione Italiana sancisce il principio dell’eguaglianza sostanziale, e dispone che sia compito dello Stato repubblicano rimuovere gli ostacoli per i meno abbienti. Purtroppo in questo contesto storico, questa norma di rilevanza costituzionale non trova una corretta applicazione.
«I promotori dell’iniziativa si dichiarano lusingati della presenza al loro fianco di don Aniello Manganiello che, conoscendo bene le sorti dei deboli e dei poveri ha preso parte a questa nobilissima battaglia civile» – afferma uno dei promotori, Alfonso Angrisani.
Associazioni, comitati, gruppi di persone o singoli cittadini che volessero partecipare alla nobile causa possono contattare il numero 3334165622 oppure scrivere a IConfronti (www.iconfronti.it), che segnalerà ogni contatto ad Alec o alla segreteria di Ultimi.

redazioneIconfronti

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