Scampia, la rabbia della gente dopo il blitz-spettacolo di fine luglio

Scampia, la rabbia della gente dopo il blitz-spettacolo di fine luglio
di Barbara Ruggiero

Verità, chiarezza e presenza costante dello Stato. È quanto si chiede a gran voce per le faccende della vita quotidiana, per i fatti di cronaca e, non ultimo, su quanto accade a Scampia.
I cittadini chiedono di sapere ciò che accade realmente, al di là delle notizie di cronaca appiattite su comunicati ufficiali che fanno un gran parlare della presenza dello Stato.
L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda Scampia e quanto accaduto lo scorso 31 luglio con “la retorica del blitz che emoziona sempre lo spettatore” – come ha scritto Davide Cerullo in un intenso intervento che I Confronti ha ospitato.
Dai commenti che i lettori hanno lasciato all’articolo di Cerullo, ex pusher del clan Di Lauro che ha deciso di cambiare vita e di aiutare gli altri a salvarsi dalla morsa della malavita, emerge un sentimento di delusione per un’operazione da film che fa sensazionalismo senza per questo risolvere i reali problemi che tuttora affliggono gli abitanti di Scampia.
“Abbiamo tutti bisogno di verità! E credo che a questa necessità risponda Davide con il suo articolo: i grandi quotidiani sono sempre e comunque asserviti a qualche padrone… Ma noi abbiamo bisogno di sapere come vanno realmente le cose” – scrive Gabriele, che poi precisa: “Non mi permetto di giudicare l’operato delle Forze dell’ordine e neppure le motivazioni che sono alla base di questa operazione svolta con un dispiego imponente di forze, quasi si dovesse conquistare militarmente Scampia piuttosto che fare una retata di camorristi”.
Duro attacco anche al mondo dell’informazione, omologato ai resoconti ufficiali e poco vicino alle realtà territoriali. “Mi piacerebbe, ma non sarà possibile, interpellare questi pseudo giornalisti e chieder loro se hanno mai ascoltato e scritto le parole che io ho sentito e letto dei bambini di Scampia! In loro c’è l’amore, il sogno, la voglia di riscattarsi, di non vedere più armi e spaccio!” – commenta Mammola.
La rabbia di chi conosce a fondo il territorio di Scampia è tanta da spingere a parlare anche di “giornalisti assoldati” e di “arroganza” anche da parte dell’informazione, come sottolineato da Valerio Simone.
L’intervento di Davide Cerullo ha evidenziato anche lo scarso rispetto, avuto nel corso del blitz, per i bambini che si trovavano per strada durante l’operazione e che sono stati fotografati assieme alle Forze dell’Ordine, con le immagini che hanno fatto il giro grazie alla compiacenza dei mass media. “Mi ha colpito soprattutto la mancanza di rispetto nei confronti dei bambini e dei ragazzi – ha scritto Stefania – E poi le pose dei poliziotti non so se siano più ridicole o da fare arrabbiare. Lo Stato è una cosa seria… La camorra è un fatto serio e triste, cosa c’entrano queste pagliacciate?”
Ma dov’è la Polizia gli altri giorni?” – chiede retoricamente Rosarina che aggiunge: “Se la memoria non mi inganna furono proprio i poliziotti a dire a Davide che non si poteva organizzare una festa l’8 luglio per mancanza di mezzi per garantire sicurezza?”.
Non mancano le richieste di chiarezza anche sui costi dell’operazione. Delle spese certamente non irrisorie che chi di competenza avrebbe potuto devolvere al sociale, alla creazione di borse di studio o, comunque, per la formazione dei giovani in modo da allontanarli dalla strada e dalla malavita. “Mi piacerebbe sapere – scrive Angelo – quanto costa un’operazione del genere e pensare a cosa si poteva fare con quei soldi di veramente diverso per questi quartieri”.
Ci si interroga, inoltre, sulla funzionalità di interventi militari che lasciano il tempo che trovano, e che non risolvono del tutto i problemi. Gabriele commenta, indignato: “Uno Stato che si presenta sempre e comunque vestito da Rambo non riuscirà mai a riconquistare la sua gente”.
Tutti unanimi i lettori nel chiedere una sola cosa: maggiore presenza dello Stato sul territorio quotidianamente. “Lo Stato ha voluto mostrare ancora una volta tutta la sua assenza muovendosi come sul set di un film” – ha commentato un altro lettore.

 

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