Scuola, l’angoscia dei vincitori di concorsi senza posto

Scuola, l’angoscia dei vincitori di concorsi senza posto
di M.Rosaria Vinaccia

Ho una notizia: in un momento storico di generale malcontento, c’è una persona felice e soddisfatta.
Si tratta del Ministro Profumo, l’uomo che mantiene le promesse. E così, facendo seguito alle dichiarazioni d’intenti di qualche mese fa, il prossimo 24 settembre sarà pubblicato il bando del nuovo concorso a cattedre, dopo tredici anni dall’ultimo. Per favorire l’ingresso nella scuola di “insegnanti giovani, capaci e meritevoli”, la procedura concorsuale sarà fortemente innovativa: prova selettiva a fine ottobre, a gennaio quella scritta, ed infine la prova orale, in modo da pubblicare le graduatorie in tempo utile per l’immissione in ruolo nell’anno scolastico 2013/2014.
Fin qui tutto perfetto. Ma allora perché alla gioia del Ministro fa eco la mia angoscia? Ho 35 anni e sono vincitrice di due concorsi, per la scuola dell’infanzia e per la primaria. Avevo 22 anni all’epoca dei concorsi, ero “giovane, capace e meritevole”, eppure, pur avendo superato i suddetti concorsi con punteggi molto alti, sono ancora parcheggiata nelle graduatorie in attesa di essere nominata. Nel frattempo ho insegnato (come supplente, s’intende), mi sono laureata con 110 e lode in scienze dell’educazione, ed ho iniziato a collaborare con l’università in cui ho conseguito la laurea. Se si parla di merito, dunque, mi sembra di aver dimostrato abbastanza. A quanto pare non è così.. Dovrò partecipare ad un altro inutile e dispendioso concorso, con la speranza di superarlo per poi finire nuovamente nel girone dantesco delle graduatorie. Non si può invecchiare vincendo concorsi uno dopo l’altro, accumulando abilitazioni e titoli vari, senza arrivare mai all’agognata meta. Per noi precari questo concorso è una beffa, così come lo è stato il TFA (ma qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte..). Perché indire un nuovo concorso, quando ci sono oltre 250 mila docenti
vincitori di concorso (dunque con le carte in regola), che attendono di essere chiamati da anni?
A questi ultimi va aggiunto l’esercito degli abilitati presso le SISS, di cui, in questi anni, non è stata assunta che una minima percentuale. Inoltre, come faranno i giovani tanto cari al Ministro a partecipare ad un concorso aperto solo agli abilitati? Saranno esclusi in partenza.
Ecco perché, scusatemi, ma io proprio non riesco a condividere la contentezza del Ministro per questa ventata di rinnovamento nella scuola. Mi vengono in mente le parole di Tomasi di Lampedusa “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”. E questo è triste. Molto.

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