Test di ammissione ai Tfa, record di bocciati. Rabbia per la beffa

Test di ammissione ai Tfa, record di bocciati. Rabbia per la beffa

Record di “bocciati” ai Tfa, tirocinio formativo per i futuri insegnanti.
Oggi si riunisce la Commissione di verifica del Ministero dell’Istruzione, che deciderà, sulla base di tutte le domande contestate, di creare una nuova matrice per la correzione dei compiti. Nel più breve tempo possibile – hanno fatto sapere dal Ministero, la nuova matrice verrà pubblicata on line.
Intanto, dopo le proteste dei giorni scorsi, relative a errori improbabili nei test per la selezione dei futuri docenti, emergono ulteriori dati in merito al numero di allievi ritenuti idonei per ogni classe di insegnamento. Per alcune classi, come per esempio la A050, quella relativa agli insegnamenti di materie letterarie negli istituti secondari di II grado, alla Federico II ci sono appena 18 ammessi alle prove su 35 posti a disposizione. E non si tratta certo di un solo caso. I dati diffusi nei giorni scorsi parlano di risultati catastrofici. Per le classi di concorso A043 e A050, per l’insegnamento di italiano, un solo candidato in tutta Italia, alla Statale di Milano, ha superato la prova con il punteggio pieno (30 punti). Sotto i riflettori, gli errori presenti nelle domande dei test d’ingresso che avrebbero penalizzato, e non poco, tanti aspiranti docenti.
Indignazione e rabbia. Sono i sentimenti principali di tutti coloro che lo scorso mese di luglio hanno speso soldi ed energia per partecipare ai test di ammissione ai Tfa che, nelle idee di chi li ha istituiti, avrebbero dovuto sostituire le Scuole per l’abilitazione all’insegnamento.
Un concorso che ha il sapore della beffa per gli aspiranti professori e che, al momento, stando al numero di partecipanti, pare abbia solo portato soldi nelle casse delle università (la cifra minima per partecipare al concorso era di cento euro per ogni aspirante allievo). Ma i test di preselezione, e qui c’è dell’incredibile, sono accompagnati da un mare di polemiche a causa di strafalcioni spesso incredibili ed errori improbabili nelle domande d’esame. Una realtà alquanto strana e deludente se si pensa che, a suon di errori e imprecisioni, si discute la carriera della futura classe di docenti italiana.
On line impazzano le proteste e l’ironia degli aspiranti insegnanti. Si ironizza sugli errori alle domande, si solidarizza, e si dibatte su una tipologia di prova giudicata non all’altezza: si può giudicare un futuro insegnante con delle domande a risposta multipla che rendono il test di ingresso molto più simile a un quiz televisivo? L’impressione è che i test siano serviti solo a eliminare gli aspiranti insegnanti per poter, poi, effettuare ulteriori selezioni senza grosso dispendio di forze e di energie. E intanto c’è pure chi propone una class action. Come avevamo anticipato qualche settimana fa, questa è un’estate bollente per la scuola italiana.

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