Ammissione al Tfa, quiz corretti ma troppi interrogativi restano

Ammissione al Tfa, quiz corretti ma troppi interrogativi restano

Tutto è bene quel che finisce bene. E l’Italia, in questo, è maestra. Gli aspiranti docenti sostengono i test preselettivi per l’ammissione al Tfa (tirocinio formativo attivo), ma le domande, molte domande, sono sbagliate. Reclami da tutto il Paese e il Ministero dell’Istruzione convoca una commissione per rivedere i quesiti. Corretti i quiz, tutti (o perlomeno gli ammessi) vissero felici e contenti! Così verrebbe da pensare. Ma, invece, i dubbi sono tanti, forse troppi. Innanzitutto sulle modalità di immissione in ruolo, su cui molti lettori si sono già espressi, sentendosi mortificati in questa selezione, che non terrebbe conto del reale lavoro in classe. Poi, sul numero di domande errate. A rivederle tutte, si arriva a percentuali altissime. Intorno al 30% ed anche oltre il 40%. In testa alla classifica delle classi di concorso con il maggior numero di errori ci sono, ex aequo, “Scienze naturali, chimica e geografia” ed “Elettronica e applicazioni”, con 25 risposte annullate, ovvero il 41,6% del test. Seguono “Francese”, 24 domande errate, “Elettronica” (36,7%), “Tecnologia e disegno tecnico (33%), “Spagnolo” (30%) “Educazione fisica alle superiori” ( 28,3%), “Informatica” (26,6%) e “Discipline meccaniche e tecnologia”  (26,6%). Insomma, dare per buone tutte le risposte a tutte le domande errate, vale a dire “abbonare” ai concorrenti quasi la metà del compito. E gli altri? Quelli che sono stati comunque esclusi, magari per mezzo punto, cosa faranno? Resteranno a guardare o imboccheranno la strada del ricorso che, si sa, non è del tutto sconosciuta al corpo insegnanti? Alcuni hanno già chiesto di rendere pubblici i nomi di coloro che hanno compilato le domande. Di poter guardare in faccia questi “esperti” che tanto esperti non si sono rivelati. Ma il ministro Profumo risponde di no! A cosa porterebbe dare in pasto ad aspiranti docenti “indiavolati” i nomi dei responsabili? In fondo, fanno sapere dal Miur, si è intervenuti per risolvere la faccenda. E in un certo senso si sarebbe fatta esperienza per le prossime selezioni. Sarà! Intanto, sarà un caso, ma sul sito del Ministero, accanto alla notizia della correzione dei test del Tfa, campeggia un’altra notizia, che ai precari sembra un miraggio, quella delle nuove immissioni in ruolo ovvero di coloro che ce l’hanno fatta ad avere un’assunzione a tempo indeterminato nella scuola italiana. Ma tutti questi nuovi prof stiano bene in guardia, quando scriveranno le tracce dei compiti. Gli alunni potrebbero ravvisarvi degli errori.
(n.t.)

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