“Ultimi”: analizzate l’acqua dei pozzi e controllate le colture

“Ultimi”: analizzate l’acqua dei pozzi e controllate le colture

don-manganielloL’associazione “Ultimi per la legalità” e i giovani impegnati dell’Agro-Nolano, fortemente preoccupati per il disastro ambientale delle nostre terre, abbandonati dalle istituzioni locali e offesi dal lungo silenzio dei contadini omertosi, dalle gravi responsabilità degli industriali e dal disprezzo e dal cinismo dei camorristi, scendono in campo e chiedono alla popolazione tutta, alle istituzione del nostro Paese e dell’Unione Europea una partecipazione attiva sul territorio e l’adesione alle seguenti richieste:

• Una accurata mappatura dei siti contaminati e la pubblicazione dell’esito delle indagini;
• Le analisi dei pozzi, le cui acque sono utilizzate per irrigare i campi;
• Indagine epidemiologica della popolazione e la pubblicazione della stessa;
• Sostituzione delle colture food dei terreni inquinati con piantagioni no-food, come le aree boschive, per un tempo non inferiore ai venti anni;
• Il monitoraggio eseguito dall’esercito sui siti coinvolti negli sversamenti di rifiuti tossici e il controllo da parte degli stessi dei traffici illegali di camion;
• Inserimento del reato ambientale nel codice penale ed il conseguente inasprimento delle misure carcerarie e delle pene pecuniarie;
• Reperimento delle risorse attraverso i beni confiscati alla camorra e i proventi delle multe di chi si rende responsabile di crimini ambientali.
A sostegno di questo documento ci impegniamo a raccogliere quante più possibili firme della popolazione campana, a dimostrazione della forte condivisione delle suddette richieste. Le firme raccolte, allegate al presente documento, verranno portate all’attenzione del Prefetto della Repubblica di Napoli, al Parlamento Italiano e al Parlamento Europeo, previa richiesta di un’interrogazione parlamentare.
Promuoviamo la nascita di una coscienza ambientale e civica ricordando che:
«Il nostro pianeta non lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli».

redazioneIconfronti

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