Usa preoccupati per il dopo-Monti: in quali mani finirà l’Italia?

Usa preoccupati per il dopo-Monti: in quali mani finirà l’Italia?
di Vincenzo Pascale (da NY City)
Foto: larena.it

Il famoso battito d’ali di farfalla in Giappone che provoca un terremoto in Brianza, sembrava una metafora destinata ad occupare qualche libro illustrato o al massimo una canzone surrealista, invece è diventato di struggente attualità.
Lo scandalo dei subprime in America, non proprio un battito d’ali, ha innescato una crisi economica globale dalla quale si stenta ad uscire. Lo spread greco ed italiano ha innescato una forte preoccupazione sui mercati finanziari di Londra, New York e Tokio. Ma la vera indignazione innescata dalla attuale crisi economica è rivolta alla politica, ai suoi costi ed ai privilegi che essa garantisce. Il tema del funzionamento degli organi elettivi e dei suoi costi è al centro delle agende di ogni fondazione che si occupi di politica, di Think Tank ed anche dei discorsi che si sono succeduti in questi giorni all’Assemblea Generale dell’ONU, forum mondiale della politica. Ormai la politica occidentale rischia di affondare se non alza un argine al tema dilagante della corruzione. I casi italiani della malasanità in Lombardia, delle feste goliardiche dei politici della Regione Lazio hanno fatto il giro del mondo. Gli scandali italiani danneggiano terribilmente la reputazione del Paese. La stessa Europa chiede all’Italia di legiferare sul tema corruzione. Se Monti alla CNN ha dichiarato che al termine del suo mandato farà il Senatore a vita, incarico conferitogli dal Presidente Napolitano, i Paesi occidentali e gli Stati Uniti si chiedono chi sarà a guidare il nostro Paese con una buona parte della classe politica fortemente delegittimata ed incapace di guidare i processi finanziari globali che si intersecano sempre di più con la politica.

redazioneIconfronti

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